Strutture di sessione

Checklist per l'interprete

Checklist pratica per il colloquio preliminare, la seduta e il colloquio successivo, quando un'interprete fa parte della seduta di genogramma — quindici punti da spuntare nel setting a tre composto da consulente, cliente e interprete.

Formato: PDF Versione: 1.0 Aggiornato: 2026-09-24 Licenza: CC BY 4.0 Lingua: IT

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A cosa serve questa checklist?

Il lavoro sul genogramma con mediazione linguistica non è un setting a due, ma un setting a tre: consulente, cliente e interprete siedono insieme nella stanza, e tutto ciò che viene detto passa attraverso una persona in più. Questo cambia il ritmo, la costruzione della relazione e il modo in cui simboli e domande arrivano a destinazione — indipendentemente da quanta esperienza abbia l'interprete.

La checklist individua tre punti in cui il modello si fa concreto: chi viene interpellato e chi traduce, se la traduzione dei simboli coglie il nucleo tecnico, e come si gestiscono i temi delicati. Questa checklist ordina colloquio preliminare, seduta e colloquio successivo in tre blocchi sintetici, affinché nulla venga trascurato. La responsabilità della cornice resta in capo al/alla consulente — anche se nella stanza a parlare è per lo più l'interprete.

Cosa contiene nel dettaglio

Quattro punti per il colloquio preliminare con l'interprete — svolgimento, simboli principali, temi presumibilmente delicati, convenzione di traduzione (consecutiva o riassuntiva). Otto punti per la seduta vera e propria, tra cui rivolgersi direttamente al/alla cliente, una tempistica realistica, il tenere presenti i marcatori culturali, l'obbligo di riservatezza dell'interprete reso esplicito e — se interprete e cliente provengono dalla stessa comunità — la menzione esplicita di un'interprete alternativa prima di affrontare temi delicati. Tre domande per il colloquio successivo — rivolte all'interprete, non al/alla cliente.

Il modulo stampabile comprende due pagine con campi in testata per cliente/famiglia, data, nome dell'interprete, lingua e convenzione di traduzione concordata, oltre a una riga di appunti propria per ogni punto. Una checklist di adattamento in sette punti, da compilare prima del primo utilizzo nella pratica, chiude il modello.

Cosa non fa

La checklist organizza lo svolgimento attorno alla mediazione linguistica — non forma alla tecnica dell'interpretariato e non sostituisce un'introduzione dell'interprete al proprio ruolo. Nei casi complessi o particolarmente gravosi si raccomanda di rivolgersi a centri specializzati in mediazione linguistica e culturale, come quelli citati nelle fonti.

Da dove viene il contenuto

La checklist cita volutamente solo centri specializzati e opere di consultazione come base, nessuna persona singola né agenzia di intermediazione: la Bundesweite Arbeitsgemeinschaft Sprachmittlung im Gesundheitswesen (BUMF — associazione nazionale tedesca per la mediazione linguistica in ambito sanitario), il gruppo di lavoro Interkulturelle Beratung (consulenza interculturale) della DGSF (Deutsche Gesellschaft für Systemische Therapie, l'associazione tedesca di terapia sistemica), il socialnet Lexikon (lessico specialistico online per il lavoro sociale, voce «Dolmetschung»), Wikipedia (voce «Community Interpreter») nonché il Carl-Auer Verlag come casa editrice specializzata in letteratura sistemica.

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